L’angolo della satira. CAPITOLO 5. IL VISCONTE DIMEZZATO: STORIA DI UN KAMIKAZE CHE GIOCA A RISIKO

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Il drago celeste aveva cinque artigli per ogni zampa ed una testa grande e fiera. Con le ali possenti ad afferrare il cielo si librò sulla Terra di Nessuno planando verso la sala dei Lords con un atterraggio morbido e preciso. Dal rettile alato, con gli occhi gelidi e lo sguardo glaciale, scese il Re della Notte, leggendario Lord Comandante dei Cavalieri Oscuri. Freddo e misterioso, crudele e violento: aveva rappresentato il pericolo da evitare anche per tutte le forze di opposizione che, neanche troppo velatamente, al ballottaggio avevano appoggiato incondizionatamente l’ascesa al trono di Artù.

Il Re della Notte, infatti, avrebbe generato fame e miseria, i roghi dei rifiuti sarebbero divampati al centro del regno sprigionando diossina e polveri tossiche, le cartelle esattoriali dei contribuenti sarebbero svolazzate tra l’ASL e lo stadio comunale ledendo la privacy e la dignità dei sudditi, buche concentriche avrebbero reso le strade un colabrodo, pericolosi criminali avrebbero assaltato impuniti le botteghe dei sudditi, gli scrutatori dei seggi elettorali avrebbero visto dirigenti ottenere migliaia di euro di liquidazione senza invece ricever loro un euro di compenso, i cadaveri dei sudditi sarebbero perfino resuscitati nella biblica attesa di fare ingresso nei loculi, il traffico sarebbe andato in tilt e piccoli omini blu si sarebbero affannosamente prodigati a comminare multe facendo apparire quella che poteva essere una bolgia dantesca come uno spaventoso flipper impazzito (Scrittore, scusa se interrompo lo sciorinamento del tuo registro aulico ma…..non è proprio ciò che stava accadendo nella Terra di Nessuno?/ Impostore che non sei altro, smettila di togliermi la parola. Sei diventato più fazioso di Emilio Fede!).

Come di consueto, la sala dei Lords, questa volta occupata dai cittadini di Torre Caracciolo e dagli ex concessionari del mercato della frutta, veniva oramai impegnata solo per collezionare gettoni di presenze mentre di concreto non si realizzava nulla….

……a parte aumentare le tasse sui rifiuti!

“Maga Magoo, lei è la principessa con la delega all’Ambiente – tuonarono dall’opposizione – ci spieghi il motivo di questo nuovo aumento della Tari”.

Presa la parola, l’abile stregona proclamò: “Ci sono rifiuti ovunque e non sappiamo come gestire la situazione. I fondi vengono investiti esclusivamente per pagare i nostri lauti stipendi e per la pulizia degli uffici comunali (circa 160.000,00 euro all’anno) in cui, quando non abbiamo di meglio da fare, andiamo a farci quattro risate tra amici! Abbiamo pochi uomini e la maggior parte di essi è impegnata a fare multe per rimpinguare le casse del Regno dei Panzatuosti!” (Ma come? / Sì lettore, sono un po’ in difficoltà ma è vero: per strane coincidenze i sudditi della Terra di Nessuno, comune in dissesto, hanno versato – a causa di un impercettibile, piccolissimo, inavvertibile errore dei tecnici della maggioranza illuminata, uomini di profondo spessore politico –  somme, a loro dire spesso ingiuste, presso la Tesoreria dei Panzatuosti/ Ma è una barzelletta? Non ci credo! / Si, lettore, purtroppo è tutta una barzelletta….).

A supporto dell’intervento di Maga Magoo, intervenne finalmente il mitico Pascalone ‘e Nola, burbero capogruppo del vetusto partito Pdiota, vecchia volpe della politica locale, unico tra gli illuminati ad avere in dote un brillume di raziocinio.

“La situazione è critica – annunciò il furbo cavaliere – e non vi è possibilità di fare meglio”.

Ma poi incredibilmente, forse per ripicca verso il sommo sovrano, di cui non sembrava un adulatore, o forse per semplice onestà politica, così proseguì: “I nostri assessori, sprovveduti e alle prime armi, mi chiedono di non andare a lavoro per dar loro una mano dato che sono incapaci ed inesperti ma col tempo miglioreranno: bisogna avere pazienza!” (No, scrittore, aspetta un attimo! Mi vuoi dire che con tutti i problemi che ci sono nella Terra di Nessuno, Re Artù ha nominato come assessori dei cavalieri che non sanno neanche da dove cominciare? /Mmm, lettore, smettila di farmi il terzo grado…lo ha detto Pascalone, mica io! / Ma è una barzelletta? Non ci credo! / Sì, lettore, purtroppo è tutta una barzelletta…).

La situazione, per onor del vero, non era poi così negativa: voci di corridoio sussurravano che Artù aveva infatti annunciato di aver trovato una soluzione per gli ex concessionari del mercato della frutta.

L’opposizione, alquanto stupita, chiese dunque una relazione al sovrano su quanto di nuovo stabilito ma Artù, in preda al panico, riuscì a realizzare l’ennesima prodezza nella quale era divenuto fine esperto: parlare decine di minuti senza dire alcunché di sensato.

Di fronte allo straziante spettacolo, sempre più iracondi ed esagitati, i mercatali insorsero chiedendo risposte più chiare al dotto sovrano.

“Benedetto nostro Signore! Un po’ di ordine in questa aula”, disse Don Abbondio beccandosi, però, un repentino “Tu statte zitto, scè!”, da parte degli operatori ortofrutticoli.

Fu quindi Pascalone e’ Nola a togliere nuovamente le castagne dal fuoco al sapiente monarca: “Re Artù appartiene alla scuola socratica: un filosofo che sa di non sapere e che non fa nulla per nasconderlo. Bisogna quindi interloquire con il vero sovrano, quello che fittiziamente chiamiamo vicesovrano, ovvero l’Uomo Ragno: l’unico in grado di darvi risposte”. (Ma scusa, lettore, dopo questo intervento spero che Artù si sia incazzato nero con Pascalone, no? Prima dice che gli assessori non sanno fare niente, poi dice che il sindaco non sa niente…è un indisponente! / Beh, caro lettore, in realtà….se proprio vuoi sapere la verità (maledetto codice deontologico del giornalista (sic!!)…Artù, subito dopo le parole di Pascalone, lanciò trepidante il microfono tra le mani dell’Uomo Ragno…/Ma dai, senza alcuna dignità! Ma è una barzelletta? Non ci credo! / Sì, lettore, purtroppo è tutta una barzelletta…).

In realtà nessuna soluzione venne trovata. I tempi per la riapertura del mercato, purtroppo, restavano apocalittici e, ad ogni modo, il nuovo bando non avrebbe dato alcuna possibilità di ingresso agli ex operatori ma piuttosto avrebbe agevolato nuovi concessionari con requisiti ben più strutturati e provenienti, perché no, anche dal Casato limitrofo…..

Caro lettore, però, in fin dei conti, tu sei troppo scettico e a me, invece, viene da fare una riflessione.

In realtà il governo di Artù qualcosa di buono lo stava facendo: hai notato gli ottimi rapporti con tutti i vicini? Il Comune dei Panzatuosti mandava omini blu e riceveva pure i soldi delle multe, il Casato limitrofo sfornava assessori e, a breve, forse, avrebbe elargito anche concessionari del mercato ortofrutticolo, altri scudieri della Tavola Rotonda provenivano, inviati dall’alto, direttamente da Neapolis, capitale del Regno, o venivano comunque individuati, in camera caritatis, nelle segrete stanze del Partito regale…

Forse è vero che magari si sarebbero potuti raccogliere i rifiuti e che, probabilmente, anche gli scrutatori si sarebbero potuti pagare ma, tutto sommato, gli altri comuni ci adoravano e, soprattutto nelle fiabe, la pace del Regno è tutto quel che conta.

Invero, solo un malizioso cavaliere oscuro avrebbe potuto pensare che il buon Artù, visconte dimezzato (metà cittadino di un Regno e metà cittadino di un altro: dai piedi alla cintola sovrano – all’ultimo consiglio dei Lords aveva indossato, tra l’altro, delle finissime scarpe bianche così trash da far impallidire i coniugi Rispoli-Colombo – e dalla cintola alla testa burattino), stesse tentando – danneggiando la Terra di Nessuno come un kamikaze che gioca a Risiko – di realizzare una personale scalata politica sulla pelle dei suoi sudditi….

“……a  pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca….”

Armando Mele (Associazione Liberi e Forti)

Disegni di Annalisa Crispino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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