Cartelle esattoriali ritrovate per le strade di Marano, il Ministero chiede chiarimenti al Comune

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Cartelle esattoriali rubate o prelevate dagli uffici comunali e gettate in strada: il Mef chiede spiegazioni al Comune. La richiesta di verifica e annessa relazione sarà ufficializzata nelle prossime ore e trae spunto dal caso scoppiato nei giorni scorsi, quando per le strade della città, in particolare in via Musella e via Falcone, furono trovate centinaia di cartelle di Equitalia con tanto di dati identificativi e importi a carico dei contribuenti. Inizialmente si era pensato a un disservizio imputabile a Poste Italiane. L’azienda, però, ha subito precisato che, “in seguito a una verifica effettuata dai dipendenti del centro primario di distribuzione di Calvizzano, “è emerso che le cartelle rinvenute risultano regolarmente consegnate presso gli uffici del Comune di Marano nell’anno 2016 ai sensi dell’articolo 140 del Codice di procedura civile”.

Giallo risolto, insomma? Soltanto in parte, perché ora resta da capire da dove siano state sottratte le cartelle e chi abbia prelevato e gettato in strada centinaia di cartelle esattoriali, finite praticamente nelle mani di passanti e residenti delle popolose zone in cui furono rinvenute. Chi doveva vigilare? Qualcuno ipotizza che le cartelle siano state prelevate dagli uffici della palazzina di viale Duca D’Aosta, ubicata a pochi metri da via Falcone e via Musella. Quell’edificio, fino a due anni fa, era la sede dell’ufficio tributi dell’ente cittadino. I dipendenti dovettero traslocare poiché il Comune di Napoli, proprietario dell’immobile, mise in essere tutte le procedure amministrative propedeutiche allo sgombero coatto. Cosa era accaduto? Il Comune di Marano, in quasi trenta di occupazione degli uffici, non aveva mai pagato il relativo canone di fitto. Un importo che, con con il passare degli anni, aveva superato il tetto del milione di euro. Molte cartelle esattoriali, mai ritirate o consegnate ai destinatari, sarebbero rimaste incustodite per tutto questo tempo. Qualcuno, evidentemente, ha deciso poi di disfarsene, gettandole addirittura in strada.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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