Marano, danni morali e biologici alla ex dipendente comunale Iorio: l’ente condannato dopo 20 anni

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La sesta sezione civile del tribunale di Napoli, in persona del giudice Giovanni Giordano, ha condannato il Comune di Marano al pagamento di euro 9 mila, oltre gli interessi legali, a titolo di risarcimento del “danno biologico” patito dall’ex dipendente dell’Ente Anita Iorio, per anni in servizio nel settore servizi sociali.

Nell’anno 1998 la suddetta dipendente, che ha svolto mansioni di assistente sociale, fu sottoposta a un procedimento disciplinare, ritenuto ingiusto e conclusosi con un “non luogo a procedere”. Per tale ragione, chiese a titolo di risarcimento danni la somma di euro 7 mila 931 per le spese legali dovute all’avvocato De Vita che l’aveva assistita nelle fasi del procedimento, nonché il risarcimento dei danni morali e biologici conseguenti all’illegittimo comportamento dell’ente comunale.

Per il giudice la scelta della Iorio di ricorrere a un proprio avvocato di fiducia fu “scaturita da una sua libera scelta e non da un obbligo giuridico, normativamente imposto, pertanto non consegue alcun diritto a richiedere alla pubblica amministrazione di appartenenza le somme corrisposte al proprio legale che l’aveva assistita nelle varie fasi del procedimento disciplinare, conclusosi senza comminazione di sanzione. Sotto tale profilo – osserva il giudice – la domanda non può che essere rigettata”.

In merito invece alla richiesta di risarcimento per danni morali e biologici il giudice scrive: “E’ provato che la Iorio veniva dal collegio arbitrale assolta dall’accusa di aver diffuso notizie sulle presenza della scabbia in alcuni istituti scolastici di competenza, con la formula del non luogo a procedere, essendo emersa la sua assoluta estraneità ai fatti contestati con conseguente annullamento della sanzione disciplinare inflittale di sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per un periodo di 10 giorni”. E’ risultato altresì dimostrato che dall’inizio del procedimento disciplinare, l’attrice, anche in considerazione della gravità delle accuse attribuitele e al clamore mediatico della vicenda, fu sottoposta ad una forte pressione psicologica con ripercussioni negative nell’ambiente lavorativo, nella vita sociale e familiare.

La responsabilità del Comune – è precisato nella sentenza – va ravvisata nell’illegittimo comportamento e per la superficialità con la quale veniva comminata la sanzione disciplinare alla Iorio, senza una seria verifica dei fatti contestati e, se solo l’amministrazione, fosse stata più accorta e non avesse dato credito a notizie poi rilevatesi false, si sarebbe resa conto che la Iorio non avrebbe potuto diffondere quelle di cui all’accusa, procurando allarme sociale, non risultando neppure in servizio nei giorni in cui tali notizie venivano diffuse. In conclusione, nel danno biologico vanno ricomprese sia la sofferenza fisica sia il mutamento della vita di relazione, sicché ai fini del risarcimento integrale il giudice dovrà procedere a personalizzare le tabelle e liquidare una somma idonea.

La sentenza.

Il Comune di Marano è condannato al pagamento di 9 mila euro oltre agli interessi legali. E le spese di giudizio che si liquidano in 100 euro per spese e 2 mila per competenze professionali, oltre alle spese generali, Iva e Cpa.

La Iorio ha annunciato che promuoverà una nuova causa nei confronti delle persone, ex dirigenti e amministratori, che avrebbero provocato il danno erariale al Comune.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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