Clan Di Lauro, nell’appartamento dove è stata uccisa Norina ha trascorso parte della latitanza un pericoloso boss. I segreti di Tamburrino

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Gli inquirenti, incrociando i dati raccolti nel corso delle indagini, ipotizzano che Michele D’Alessandro, boss dell’area stabiese attualmente detenuto, abbia passato parte della latitanza nello stabile al civico 49 di Via Papa Giovanni XXIII a Melito, dove Salvatore Tamburrino ha ucciso la moglie Norina Matuozzo, 33 anni, madre di due figli.

Tamburrino, considerato dagli inquirenti contiguo al clan Di Lauro, è inoltre ritenuto un elemento vicinissimo, se non il braccio destro di Marco Di Lauro, a cui sarebbe legato da un’amicizia che affonda le radici nel tempo. Lo stesso Marco Di Lauro, che poche ore dopo l’uxoricidio di Melito e la resa del 42enne che si consegna negli uffici della Mobile di Napoli, viene scovato in un’abitazione in Via Emilio Scaglione a Chiaiano e vede tramontare una fuga durata più di 14 anni.

Tamburrino, ipotizzano gli inquirenti, sarebbe elemento della rete che ha provveduto alla latitanza di Di Lauro junior, tanto che lo indagano per favoreggiamento e associazione mafiosa.

 

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