“Fatto fuori da squallidi personaggi”, il dirigente del Comune di Marano De Biase scrive a tutti i consiglieri. Ecco il contenuto della lettera

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Di seguito la nota a firma del dirigente Luigi De Biase, sospeso dal servizio diversi mesi fa. La lettera è indirizzata a tutti i consiglieri comunale. De Biase ritiene di aver subito una pesante ingiustizia e evidenzia – come fatto nei mesi scorsi anche da questo giornale – la disparità di trattamento con altri dipendenti rinviati a giudizio.

Ecco il testo:

“Tralasciando tutte le avversità e tutte le vicissitudini nefaste che hanno colpito la mia famiglia, dal 2017 ad oggi è stato un crescendo di malvagità e cattiverie, anche gratuite, nei miei confronti. E’ inverosimile e sconcertante quanto è stato fatto nei miei confronti, forse in virtù di un preciso disegno ideato da non ben identificati squallidi personaggi, con la complicità colpevole dell’apparato istituzionale di questo Ente.

Mi spiego meglio. Dopo esser stato rinviato a giudizio, unitamente ad altre 29 persone, di cui 5 dipendenti comunali, per un ipotesi di reato di voto di scambio relativo alle elezioni regionali del 2015 (per il quale la magistratura accerterà le reali responsabilità), ipotesi di reato imputatami quale cittadino e non come dirigente comunale nell’espletamento delle proprie funzioni istituzionali, sono stato sospeso dal servizio fino alla conclusione del processo penale. Preciso, tra l’altro, che il presunto reato imputatomi è di non difficile individuazione ed è un reato per cui non è prevista per il dipendente pubblico alcuna sanzione disciplinare. Semplicemente assurdo, vigliacco e meschino.

Tutto ciò significa che avevano l’esigenza di sbarazzarsi di me, non so bene per quale fine e per quale esigenza o precisa richiesta fatta da non so chi, forse per essere stato personaggio scomodo nell’apparato non avendo avuto né padroni né padrini.

Sono l’unico dipendente ad essere stato sospeso, forse unico caso in Italia, per un ipotesi di reato simile. E’ stato poi attuato un trattamento discriminatorio nei miei confronti; infatti con la mia sospensione si è tentato di mascherare il trattamento di favore utilizzato per altri dipendenti colpiti dalla medesima ipotesi di reato e che pur rivestono un ruolo di vertici nell’apparato burocratico e, nonostante il rinvio a giudizio, sono stati premiati.

Per altri ancora ci si è comportati come se non fosse accaduto nulla. Non è accettabile la tesi di qualcuno circa il fatto che io rivesta la qualifica di dirigente e dunque la sanzione deve essere comminata. Tale assunto è falso, in quanto non vi è alcuna differenza tra i due contratti di lavoro, ossia quello dei dirigenti e quello dei dipendenti delle funzioni locali, che prevedono lo stesso trattamento per entrambi.

Evidenzio il dolo compiuto con provvedimento di favoritismo, perché la presenza di una commissione straordinaria- che dovrebbe garantire il rispetto della legalità – invece ha coperto di impunità gli esecutori materiali di tale nefandezze.

Tutto ciò è stato denunciato nelle sedi opportune, ma al momento tutto tace perché pare che la situazione non appartenga a nessuno.

Anche i silenzi, dopo la produzione di istanze e richieste. Sia i commissari che l’amministrazione in carica non hanno ritenuto di dover rispondere.

Non può passare il messaggio che si sospende per coprire un danno di immagine al Comune. Se proprio vogliamo evitare di arrecare un danno di immagine all’ente, si sarebbe dovuto agire per reati molto più gravi, commessi contro la pubblica amministrazione, in cui è coinvolto qualche dipendente comunale.

L’unico ad esser stato danneggiato e mortificato è il sottoscritto. Ma quale disegno, quale obiettivo ci si prefiggeva di raggiungere? Forse imporre la legge del più forte, oggi comando io e impongo tale comportamento.

Ma io ribadisco che ho ancora, sia pure colpito da tanta aggressività, tanta forza per andare avanti con determinazione e costanza per far sì che tutta la verità venga fuori e per salvaguardare la mia dignità.

Questa mia comunicazione ha lo scopo di voler rendere edotti la massima espressione democratica della città della grave ingiustizia perpetrata nei miei confronti e della malafede con cui è iniziata e ancora prosegue.

Invito i consiglieri a leggere la documentazione allegata. Dalla loro lettura emergerà chiaramente quelli che sono stati gli abusi e le discriminazioni che ancora proseguono verso chi si è limitato a svolgere sempre il suo dovere”.

Luigi De Biase, dirigente comunale

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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