M5S: “Somministrato in Campania farmaco 10 volte più costoso di un altro equivalente”

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“Per tre anni 1.613 pazienti della Campania sono stati sottoposti a terapie oftalmiche basate sulla somministrazione di un farmaco, il Lucentis, prodotto dalla nota casa farmaceutica Novartis, a un prezzo di oltre dieci volte superiore a un farmaco dalle medesime efficacia e sicurezza, l’Avastin, prodotto dalla casa concorrente Roche. Sebbene quest’ultimo abbia un costo pari a 81,61, la scelta è ricaduta su Lucentis, dal costo di 902 euro. Questo perché, secondo quanto stabilito e riportato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sebbene entrambi farmaci siano del tutto equivalenti per il trattamento delle patologie oftalmiche, le due case avrebbero stipulato un accordo di ripartizione del mercato, diffondendo false notizie sulla presunta pericolosità dell’utilizzo dell’Avastin per scopi oculistici in luogo del più sicuro Lucentis. Nel frattempo, in tre anni di somministrazione del più oneroso dei due farmaci, le terapie sono costate alle casse del servizio sanitario regionale la somma di ben 7 milioni 939mila euro, con un danno di oltre sette milioni, se si tiene conto che lo stesso numero di somministrazioni, in numero di sei per ogni paziente, sarebbero costate poco meno di 800mila euro”. E’ quanto hanno denunciato i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Vincenzo Viglione, nel corso del question time in aula.

“Nella sua risposta in aula – dichiarano Ciarambino e Viglione – la giunta regionale ha dato conferma ai fatti da noi esposti, sottolineando che i maggiori oneri stimati per la somministrazione del più costoso dei due farmaci hanno gravato notevolmente sui bilanci delle aziende sanitarie regionali. Tenuto conto che il Tar del Lazio ha confermato il provvedimento dell’Antitrust, che ha sanzionato le due case farmaceutiche per 182 milioni, quantificando un danno pari a 1,2 miliardi, e che si è in attesa di sentenza definitiva del Consiglio di Stato, alla luce dei chiarimenti della Corte di Giustizia Europea, chiediamo che la Regione Campania proceda a una richiesta di risarcimento del danno. Una richiesta da presentare al più presto, evitando che trascorrano i termini di prescrizione quinquennale, così da non aggiungere al danno la beffa”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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