Marano, abuso d’ufficio per favorire le attività del clan Orlando: indagati tre vigili. L’inchiesta è della Dda di Napoli

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Abuso d’ufficio teso a favorire le attività illecite del clan Orlando: è questa l’accusa formulata dal pm Maria Di Mauro, in forza alla Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di due sottotenenti del comando vigili di Marano.
L’avviso di conclusione indagini è stato notificato anche ad un altro ufficiale, fino a pochi mesi fa in servizio a Marano e oggi a capo di un importante corpo di un altro comune.
L’indagine ruota attorno ai controlli eseguiti un anno fa presso l’autorimessa Orlando di via De Curtis, a due passi dal municipio. La commissione straordinaria e l’allora dirigente del settore tecnico sollecitarono gli agenti della municipale affinché fosse verificate la regolarità commerciale e urbanistica dell’autorimessa, operante tra l’altro su terreni di proprietà del Comune di Napoli.
Della vicenda ci occupammo più volte, sia quando furono eseguiti i controlli sia nelle fasi successive e propedeutiche alla chiusura dell’attività, completamente non a norma. L’ultima volta qualche settimana fa, quando i carabinieri della locale Compagnia, su ordine del magistrato inquirente, eseguirono un sequestro di atti nella sede del comando di corso Europa.
Secondo quanto ricostruito dal magistrato, i tre agenti non avrebbero assunto alcun provvedimento né tanto meno avrebbero relazionato il dirigente comunale su alcune circostanze: l’area oggetto dei controlli era occupata, sine titulo, da Orlando fin dal 1986, non essendo lo stesso né il proprietario né tanto meno il conduttore; Orlando, su quel lembo di terra aveva realizzato un manufatto abusivo e gestiva il parcheggio in assenza delle autorizzazioni richieste (Scia), che sarebbe stata presentata solo in una fase successiva al primo sopralluogo dei vigili.
Il primo controllo nell’autorimessa è datato 8 febbraio 2018, ma l’attività veniva effettivamente chiusa dopo la metà di marzo, 37 giorni dopo e solo – come evidenziato dal pm – sulla scorta di un ulteriore controllo richiesto dal dirigente comunale ai carabinieri. I tre vigili, che nell’arco di venti giorni avranno la possibilità di presentare controdeduzioni o di essere ascoltati dagli inquirenti, sono accusati di aver procurato un ingiusto vantaggio di natura patrimoniale a Gaetano Orlando, fratello del boss Antonio, anch’egli indagato, derivante dal fatto che l’attività non fu chiusa tempestivamente e con l’aggravante di aver commesso il fatto per favorire l’attività illecita del clan Orlando, che utilizza – secondo la pubblica accusa – gli spazi di via De Curtis come base logistica o luogo per summit di camorra.
L’assessore al personale Paolo D’Alterio, interpellato sulla vicenda, ha così commentato: “Non ero a conoscenza, prima di fare dichiarazioni voglio leggere le carte della Procura”.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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