Marano, l’estorsione per i lavori al parco Amelia: a scoprirlo un carabiniere in borghese a passeggio con il cane nel Ciaurro

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E’ stato un carabiniere in borghese, non operante a Marano, che si trovava nella villa del Ciaurro con il proprio cane, a documentare la scena del pagamento di una tangente agli emissari del clan Orlando che si erano interessati ai lavori di restyling del parco Amelia, lotto B. I fatti risalgono allo scorso 28 aprile.
 E’ stato il militare dell’Arma, insospettito dagli strani movimenti di alcune persone, a documentare il tutto, anche servendosi di diverse foto, e a segnalare ciò che aveva visto ad un altro collega della Compagnia di Marano. Le successive indagini, affidate al Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e coordinate dal pm Maria Di Mauro, in forza alla Direzione distrettuale antimafia, hanno portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare, entrambe nei confronti di De Fenza e Agrillo, già detenuti da qualche mese nelle strutture carcerarie di Tolmezzo e Siracusa, che dovranno rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il titolare della ditta incaricata dei lavori, ascoltato dai magistrati dalla Procura di Napoli, ha negato di esser stato vittima di un’estorsione ma è stato sconfessato dalle intercettazioni telefoniche. “Ho i falchi assassini alle costole”, queste le parole pronunciate ai suoi interlocutori. L’atteggiamento dell’imprenditore, definito omertoso in uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare, è in antitesi con quello palesato dall’amministratore del condominio del corso Europa. L’uomo ha raccontato agli inquirenti di essere stato effettivamente convocato nella villa del Ciaurro e di aver compreso – in maniera inequivocabile – di essere al cospetto di un gruppo di estorsori.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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