I luoghi del cuore. Miele e longevità, una concreta offerta dall’alto Casertano

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Miele e longevità, una concreta offerta dell’alto casertano attraverso un inedito modello nazionale di Comunità Agricola

L’eco di Piana di Monte Verna è arrivato fino al centro Italia a manifestare una eccellenza del suo territorio, difficilmente ripetuta altrove nei comuni limitrofi con lo stesso successo.

Risultati alla mano, si censisce in questo comune dell’ Alto Casertano un alto numero di piccoli apicoltori, testimoni di annate da dimenticare e altre che hanno saputo accontentare anche i palati più esigenti.

Nella incontaminata cornice molisana di Castelgrande, a dieci minuti da Roccaraso, si è svolta Sabato 30 Giugno, una tappa da ricordare nel processo multidisciplinare del CONAPROA Consorzio Nazionale Produttori Apistici nella quale l’adesione è stata clamorosa.

Nello specifico Riccardo Terriaca portavoce di VOIAPE, Antonio De Cristofaro, docente Unimol, e Pier Antonio Belletti del Consorzio obbligatorio apicoltori della Provincia di Gorizia, hanno illustrato le ultime novità di prevenzione e monitoraggio coadiuvati da Andrea De Marco direttore di Legambiente Molise e Mario Di Lorenzo del Gal ‘Alto Molise’.

Numerose sono state le figure del mondo accademico-scientifico e gestionale, chiamate da ogni angolo di Italia ad evidenziare le opportunità da cogliere e i vincoli da superare.

“Il desiderio è quello di poter far sentire cittadini seppur temporanei ospiti  in visita ai piccoli borghi,”, ha così preso parola il sindaco di Castel del Giudice Lino Gentile ad apertura dell’incontro “ bisogna farli identificare nel ritmo semplice della vita, fornire prodotti biologici autentici e proteggerli dalle omologazioni tipiche di marketing turistici volti alla massimizzazione dei profitti“.

L’obbiettivo di ospitalità diffusa è una risposta agli squilibri territoriali, stabilendo un tutor dell’ospite, da non confondere con una semplice guida turista e interprete, al contrario, egli deve essere responsabile di mediazione culturale tra soggetto ospite e ospitante e agire indifferentemente dalle logiche economiche.

Il forestiero viene così coinvolto da subito immediatamente in contesti paesaggistici e attraverso dinamiche sociali difficilmente reperibili.

Tra gli strumenti preposti è stato designato un Alveare sociale, al quale vengono affidate la speranza di diventare il nuovo cuore dei borghi italiani.

Il fattore Natura anche qui si rispecchia nella gente del posto, nella sua cordialità invariata dalle cronache dei secoli antecedenti del Novecento, e questa è un’altra testimonianza di qualità del territorio.

Vogliono essere un esempio gli attori delle contrade di Piana che modellano di anno in anno la vivacità delle colline: le soste domenicali all’ombra della statua dedicata a San Nicola, il crinale della collina degli ulivi, dove si fa sentire nell’eco della vallata, lo sfavillante raglio di un asino adottato per nostalgia e dal nome Reginella, il rosso rubino degli acini di Palagrello e verde elettrico di rare tipicità di olio extravergine custodite oltre la località Scalzatoio dal signore Tommaso Mastroianni, apripista all’export oltreoceano, le quali sono note a tutti.

Tra i cittadini di Piana di Monte Verna si vede inoltre un garante super partes, il presidente del CONAPROA Angelo Lombardi il quale da molti anni ha sperimentato tra le colline pianesi un presidio produttivo stabile al fine di garantire così all’ape italiana mellifera ligustica luogo sicuro di sopravvivenza.

In foto la lettura degli elementi vernacolari diffusi, vuole suggerire la visione di questi luoghi, relegando ad un altro appuntamento di questo borgo italiano, tante altre specificità da dedicare.

Architetto Salvatore Polverino

 

 

 

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