Pino, l’inedito da oggi nelle radio. Quella canzone-profezia

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Una triste profezia, un involontario testamento: «Quando qualcuno se ne va resta l’amore intorno». È l’incipit di un brano inedito composto da Pino Daniele oltre nove anni fa e ripescato da chi lo custodiva gelosamente. E quelle parole scritte dal Nero a metà, oggi impregnate di malinconia, saranno trasmesse stamattina a radio unificate: alle 11 Resta quel che resta verrà programmato contemporaneamente da tutti i network italiani (Rtl, Italia, Kiss Kiss, Radio2, Rds, Deejay, Capital, Monte Carlo, Zeta) che hanno deciso di deporre le armi della concorrenza per un omaggio a Daniele, il cui cuore più di tre anni fa smise di andare a tempo di blues.

Una canzone che fa da apripista al mega concerto «Pino è» del 7 giugno al San Paolo di Napoli. Quel giorno sul palco dello stadio di Fuorigrotta ci saranno praticamente tutti per un grande tributo all’artista scomparso: da Jovanotti a De Gregori, da Giorgia a J-Ax, da Antonacci a Baglioni, da Sangiorgi a Ramazzotti, da Venditti a Senese, da Avitabile a Vanoni, da Emma a De Piscopo. Tributo i cui introiti netti saranno devoluti in beneficenza a quattro associazioni, così come pure i ricavati della vendita del brano saranno destinati interamente allo sviluppo di progetti umanitari (da venerdì prossimo l’inedito sarà disponibile in digitale e su tutte le piattaforme streaming).

«E se qualcosa ci sarà, oltre quegli occhi chiusi…»: difficile leggere questi versi senza andare con la mente a un’immagine che in molti non avrebbero mai voluto associare all’autore di Napule è. «Eppure va ascoltata come una canzone positiva — si affretta a chiarire Ferdinando Salzano, manager e storico amico del cantautore —. Pino ed io abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 1992 e ci siamo visti fino al 1° gennaio di quel brutto 2015. Pochi giorni dopo se n’è andato per sempre». Ma non la sua musica, compresa quella rimasta chiusa da qualche parte per diversi anni. «Stava preparando l’album di duetti Boogie Boogie Man e mi mandava i provini per farmeli ascoltare. Furono fatte delle scelte e Resta quel che resta non entrò nel disco. Ma ovviamente non buttai nulla e i demo li misi tutti in cassaforte. Quando iniziammo a pensare all’evento del San Paolo mi tornò in mente quel pezzo e pensai che sarebbe stato bello recuperarlo e farlo ascoltare a tutti, come se Pino lo avesse scritto ieri».

Un brano grezzo, ancora tutto da sistemare. Bisognava che qualcuno ci mettesse le mani. Salzano decise di bussare alla porta di Corrado Rustici, napoletano, musicista e produttore discografico che ha collaborato con decine di artisti: tra gli altri, Zucchero, Ligabue, Baglioni, De Gregori, Whitney Houston, Aretha Franklin. Corrado e Pino avevano incrociato le loro chitarre negli anni ’70 all’inizio delle loro carriere. Poi ognuno andò per la sua strada. Tornarono ad incontrarsi prima della tragedia e si erano ripromessi di fare qualcosa insieme. «Purtroppo è mancato il tempo — esordisce Rustici —. Ma credo che Pino sarebbe felice del lavoro che ho fatto perché ho attualizzato la canzone muovendomi con attenzione tra le mie intuizioni e il rispetto per le radici di un cantautore intoccabile». Tuttavia non deve essere stato facile accettare l’incarico di completare un lavoro iniziato da un artista che ha stravolto i canoni della musica, non solo napoletana: «Se fosse stato un altro autore, forse avrei avuto qualche perplessità. Ma con Pino c’è una storia in comune e i dubbi sono rimasti fuori dallo studio di registrazione». A Salzano piacerebbe che Resta quel che resta venisse cantata dal vivo nella notte del San Paolo. Magari con tutto lo stadio che intona il refrain: «In questo tempo che passa mi accorgo che mi manchi. I miss you».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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