Arturo riconosce uno dei quattro aggressori: “Il “nano” è lui”

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Non è stato facile incrociare il volto di chi gli ha cambiato la vita. Non è stato facile accettare di avere di fronte la persona che gli ha arrecato danni irreversibili al corpo e alla mente, senza alcun motivo. Ma non si è sottratto al suo ruolo chiave nel corso delle indagini sui fatti di via Foria. Eccoli l’uno di fronte all’altro: Arturo riconosce F.P.C., il «nano», guardando da uno spioncino che separa la stanza dove è presente l’indagato con altri due ragazzini della sua statura. Dice Arturo: «Eccolo, non ho dubbi, faceva parte del branco che mi ha aggredito a colpi di coltelli, è quello con la fila in mezzo».
Tribunale dei minori, va di scena l’incidente probatorio, il riconoscimento formale della vittima nei confronti di uno dei suoi aggressori, la testimonianza resa dinanzi al giudice e alle parti: insomma, ieri mattina potrebbe essere arrivata la svolta che rischia di cristallizzare la prova in vista di un possibile processo a carico del ragazzino conosciuto come il «nano». Eccoli, l’uno di fronte all’altro, due studenti, estrazioni familiari e culturali differenti. Non ci sono dubbi per la parte offesa.

Il Mattino

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