Caos barelle al Cardarelli, i Cobas contro Luca Abete

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La trasmissione del 22.01.2018 che ha visto nuovamente Luca Abete, recarsi presso il nostro nosocomio per evidenziare il “fenomeno barelle” ci ha portato ad intervenire, con la presente nota stampa,per delle precisazioni.

Premesso che come OS storicamente ci siamo battuti sempre contro le barelle,premesso che non stiamo qua a difendere la nostra amministrazione, che lo sa fare benissimo da sola ma è doveroso dire quali sono le verità che spesso vengono nascoste, mostrando all’opinione pubblica solo ciò che si riesce a vedere.

Il nostro nosocomio possiede allo stato attuale circa novecento posti letto ordinari (cento ci furono tagliati dal decreto zuccatelli/morta con) in situazioni di super afflusso,visto che siamo l’unico pronto soccorso i pazienti vengono tutti accettati e curati, pur essendo consapevoli di non riuscire a coprire tutti i posti letto, perché fisicamente asseti, da qui la cascata delle “carenze”.

Si fanno salti mortali per richiedere in tempo reale supplementi di biancheria, lenzuola, coperte per coprire e fornire un servizio all’utenza che presa dalla forza della disperazione accetta di farsi curare pure su una sedia. Diciamo come stanno realmente i fatti perché prima di essere sindacalisti siamo lavoratori (solo determinati sindacalisti) cittadini/utenti che spesso ricorrono alle cure presso il nostro nosocomio, vivendo disagi che nonostante l’impegno da parte dei lavoratori che cercano sempre di metterci una “pezza” incontrano grosse difficoltà legate squisitamente all’elevato accesso di ricoveri.

Come può ad esempio un piccolo appartamento adibito per una sola famiglia, ritrovarsi all’improvviso ad ospitarne quattro?da qui disagi per letti,coperte,cibo e chi più ne ha più ne metta. Nessuno giustifica niente, nessuno può accettare che esistano situazioni simili a quelle che abete ha ripreso il 22 gennaio, ma purtroppo si verificano sistematicamente senza che nessuno possa farci niente. Siamo una fabbrica di salute,salviamo vite alla gente mettendoci la faccia e tutto l’impegno possibile,ma adesso siamo stanchi che si continui a “strumentalizzare” un fenomeno che seppur condannabile, nasce per “necessitate virtù” non possiamo mandare gente a casa, se così fosse saremmo altra cosa. I pazienti poi scelgono di restare,nonostante i disagi pur essendo resi edotti che quella barella o letto tecnico è una situazione temporanea, cioè che potrebbe risolversi in pochi minuti accogliendo il paziente nei reparti, oppure giorni se non si riesce ad effettuare dimissioni e quindi a liberare posti letto. Spesso mentre si riesce a risolvere, gestire la situazione, che all’improvviso ti giungono altri ricoveri e….. tutto da rifare. Consultare reparti per disponibilità di posti letto, chiamare lavanderia per altre lenzuola coperte etc…etc….insomma da impazzire.

Pur apprezzando il lavoro di Abete, permetteteci di paragonarlo a Saviano, pur di evidenziare sempre aspetti negativi si riesce col creare falsi miti,false immagini, senza sapere che dietro i tantissimi disagi che viviamo tutti c’è il durissimo lavoro di tanti,,!

E’necessaria sicuramente una rivisitazione di tutto il sistema sanitario regionale con la creazione di un filtro regionale efficiente ed efficace e creare nuovi posti di lavoro attraverso concorsi pubblici trasparenti e fornire il Cardarelli di tutti quegli strumenti, risorse umane comprese,aumento di posti letto tagliati per poter cercare di contenere il fenomeno “ barelle”

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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