Davvero a Natale facciamo più sesso?

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Si fa davvero più sesso durante le festività natalizie? A quanto pare sì. E nove mesi più tardi si assiste a un’elevata concentrazione di nascite. Lo racconta uno studio singolare, basato sulle ricerche via Google e sui post su Twitter. In particolare i ricercatori statunitensi hanno tentato di dimostrare come le abitudini sessuali delle persone siano guidate in gran parte dalla cultura e dai sentimenti collettivi che in certe situazioni, come il Natale per i cristiani o la fine del mese del Ramadan per i musulmani, ci conducono a scelte e atteggiamenti simili.

Si può tradire senza sesso?

La ricerca, appena pubblicata nella rivista specializzata Scientific Reports, ha messo sotto la lente le ricerche sul web riguardo il sesso fra 2004 e 2010 e il 10% dei post pubblici di Twitter fra 2010 e 2014. Il tutto da utenti di 130 Paesi e di entrambi gli emisferi, proprio a testimoniare come l’aumento delle nascite a nove mesi dal Natale fosse legato all’elemento culturale, e al clima vacanziero e di relax, e non, per esempio, a fattori biologici legati alla maggiore o minore disponibilità di ore di luce.

«La riproduzione umana non accade uniformemente nel corso dell’anno e cosa guidi i cicli sessuali umani è una questione aperta da tempo – si legge nel paper – la letteratura scientifica mescola fattori culturali e biologici per cercare di spiegare questi cicli. In questa indagine dimostriamo come l’interesse nell’attività sessuale s’impenni in larga misura durante le più importanti celebrazioni religiose e culturali, al di là della posizione geografica. Questo interesse online, quando ripreso nove mesi dopo, corrisponde a nascite documentate, anche dopo aver tenuto in considerazione numerosi elementi come lingua e tempo libero durante le vacanze».

Questo picco è risultato consistente in corrispondenza delle festività natalizie nei Paesi a maggioranza cristiana e al termine del Ramadan – in particolare nel corso dell’ʿīd al-fiṭr, seconda festività per importanza – per quelli a maggioranza islamica. Il Giorno del ringraziamento o la Pasqua, tuttavia, non hanno creato lo stesso incremento d’interesse, forse perché i periodi di riposo sono più contenuti. Come si spiegava, a stagioni invertite la tendenza si conferma, e questo ha condotto gli scienziati – guidati da Ian B. Wood dell’Indiana University – a confermare la tesi del fattore culturale. Ricerche di questo genere potrebbero aiutare in vari modi, per esempio a stabilire quali siano i momenti migliori dell’anno per lanciare le campagne sul sesso sicuro e controllato in certi Paesi.

L’indagine è ovviamente un tassello in un ambito piuttosto complicato, in cui decine di fattori intervengono nelle scelte delle persone e certo non può tirare una traccia precisa di causalità, semmai disegnare una correlazione. Le fonti online – per esempio con l’analisi delle ricerche di video sessuali aumentate di oltre il 90% dei 70 Paesi cristiani o i termini che comunicano calma e tranquillità su Twitter – sono stati infatti collegati, come visto, ai picchi nelle nascite: «Abbiamo anche dimostrato – si legge ancora nell’indagine – che il sentimento collettivo, misurato su Twitter, contiene emozioni collettive associate a queste celebrazioni culturali».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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