Karma batte zodiaco: ecco le nuove credenze

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Quest’anno la parola karma ha vinto Sanremo, segno che i tempi cambiano anche in fatto di superstizioni. Secondo un sondaggio britannico la metà delle persone crede in questa variante orientale del destino, per cui ciò che ci capita è, in fondo, ciò che ci meritiamo. In confronto solo il 16% del campione ha dichiarato di avere fiducia nell’astrologia. La disciplina che legge il futuro nelle stelle ha una storia millenaria, ma ha perso fascino nell’età di internet. Per quanto tempo ancora i ragazzi continueranno a chiedersi «di che segno sei?», subito dopo essersi domandati il nome? Una cosa è certa: il Paolo Fox di YouTube non esiste ancora. I canali dedicati al tema attirano pochi iscritti (va meglio a qualche YouTuber del paranormale). Statistiche solide sui believer dello zodiaco non esistono, anche perché la domanda secca non misura bene l’attaccamento alle credenze. Più che essere radicate, spesso sono orecchiate.

Tanti consultano gli oroscopi per divertimento, senza prenderli sul serio. «Anche questo è un elemento della contemporaneità. Quella che un tempo era una forma di conoscenza, ora è un passatempo», ci spiega Lorenzo Montali, psicologo sociale alla Bicocca. E visto che ai giovani la salute importa poco mentre trovare lavoro è un’impresa troppo seria, l’attenzione si concentra fatalmente sulle affinità di coppia. Il divertissement rende socialmente più accettabili le credenze che sono in contrasto con la scienza e sdrammatizza il tutto. L’anno scorso la Nasa ha pubblicato un post intitolato «L’astrologia non è astronomia», ricordando che le costellazioni dello zodiaco sono tredici, non dodici. La rivelazione ha generato qualche fiammata nei commenti online, ma quanti sono davvero scioccati all’idea che i segni slitterebbero sul calendario se venisse ammesso nel club anche l’ofiuco?

Il pensiero magico ha smesso di aspirare all’universalità, per diventare individuale. «Ognuno è libero di scegliere in cosa credere. Puoi dirti cattolico, leggere l’oroscopo e partecipare a serate di meditazione trascendente», commenta Montali. Anche il segretario nazionale del Cicap, Massimo Polidoro, avverte un calo di interesse verso le discipline classiche dell’esoterismo: «Man mano che cambia la società, cambiano le credenze». Lo spiritismo è esploso nell’800, perché sembrava un’alternativa più scientifica della religione. Nel ‘900 si è diffusa la parapsicologia e le facoltà della mente hanno rubato la scena al sovrannaturale. Più recentemente sono arrivati la New Age, l’Età dell’acquario, il successo delle filosofie antiche. «Col web l’informazione non è più mediata, ognuno racconta ciò che vuole. Ma il fenomeno del momento è il cospirazionismo, con storie alternative su fatti come lo sbarco sulla Luna», conclude Polidoro. «I giovani sono cittadini del mondo, sommano credenze di matrici diverse, abitano una nebulosa culturale», ci dice Franco Garelli. Il sociologo dell’università di Torino ha studiato l’avanzata della secolarizzazione tra i giovani italiani (Piccoli atei crescono, Il Mulino).

Una quota crescente dei ragazzi ritiene di vivere bene senza una dimensione trascendente. L’educazione religiosa si è allentata, assumendo una valenza culturale più che spirituale. Ma c’è anche chi ritiene anacronistica la fede religiosa e predilige una visione concreta della vita, o interpreta la spiritualità come una ricerca di armonia con la natura. Tra i gruppi c’è porosità, non steccati: le scelte altrui sono considerate plausibili e legittime. Il pensiero magico non dipende da variabili sociodemografiche rigide, è trasversale. Nasce da un bisogno di conoscere e controllare il futuro che c’è in tutti gli uomini. Proprio su questo tema ha scritto un libro Giorgio Vallortigara, dell’università di Trento (Nati per credere, Codice). Il neuroscienziato conferma che la credulità è radicata nella nostra biologia, mentre le singole superstizioni riflettono degli accidenti storico-culturali. Il nostro cervello stabilisce relazioni di causa-effetto tra eventi che sono correlati dal punto di vista spazio-temporale e tende a immaginare la presenza di agenti animati dietro ai fenomeni fisici, perché «è meglio essere cauti che essere morti». È così che un rumore notturno può diventare un fantasma. «Nemmeno chi conosce questi meccanismi cognitivi è indenne», dice Vallortigara ammettendo di allineare le scarpe prima degli impegni importanti. Anche questi riti sono forme di superstizione praticate dai ragazzi, magari prima degli esami.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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