Marano, fine dell’attesa: oggi l’arrivo dei commissari

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Il prefetto Antonio Reppucci, in una immagine del 30 ottobre 2012. ANSA/SALVATORE MONTEVERDE
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La lunga attesa sta per terminare. E’ previsto per oggi, infatti, l’arrivo in municipio dei nuovi commissari straordinari, designati dal Ministero dell’Interno in seguito allo scioglimento dell’ente cittadino per infiltrazioni della camorra. Antonio Reppucci, Francesco Greco e Ludovica De Caro si insedieranno al Comune in tarda mattinata o nelle prime ore del pomeriggio. Il loro arrivo è atteso da venticinque giorni, da quando il Consiglio dei ministri (era lo scorso 29 dicembre) diramò la nota che sanciva lo scioglimento dell’Ente: il quinto (tre dei quali per infiltrazioni della malavita organizzata) degli ultimi venticinque anni. A capo della triade commissariale l’ex prefetto di Perugia Antonio Reppucci, originario di Palma Campania, ex commissario di governo ai tempi dell’emergenza rifiuti del 2008. In quel periodo Reppucci fu uno dei maggiori collaboratori di Guido Bertolaso, a capo della struttura commissariale voluta dal governo Berlusconi.

Il nome di Reppucci balzò agli onori delle cronache due anni fa, quando fu rimosso dal suo incarico di prefetto del capoluogo umbro per alcune esternazioni sul tema droga e famiglia. “Se una mamma non si accorge che il figlio si droga è una mamma fallita e per me si deve solo suicidare”: questa la frase choc che costò il posto al capo della triade commissariale che oggi sbarcherà a Marano. I tre commissari, che subentreranno al viceprefetto Franca Fico e alla sub commissaria Anna De Luna, in carica dal maggio dello scorso anno (si insediarono dopo le dimissioni dell’ex sindaco Angelo Liccardo), dovranno traghettare l’Ente per i prossimi 18 mesi. A conti fatti, a Marano si tornerà a votare nella primavera del 2019. Reppucci, Greco e De Caro saranno affiancati da altri collaboratori, ma i loro nomi non sono stati ancora resi noti. Troveranno un Comune in gravi difficoltà, non solo imputabili ai condizionamenti diretti o indiretti di poteri forti e famiglie di camorra. L’Ente, infatti è da tempo sull’orlo del default finanziario e sconta gravi carenze di organico: nell’ufficio tecnico, da sempre sotto i riflettori e sprovvisto da circa due anni di un capo settore, e nel comparto dei vigili urbani, anch’esso privo di un comandante.

Alcuni dirigenti, come se non bastasse, si accaseranno presto in altri enti e lasceranno quindi diverse caselle sguarnite. I residenti, negli ultimi tempi, hanno dovuto fare i conti con numerose vicissitudini (bollette “pazze”, strade al buio e dissestate) e con la perdita di svariati servizi e presidi territoriali: il tribunale, il centro per l’impiego, il pronto soccorso territoriale e il dipartimento di prevenzione. Non mancano le vicende spinose che dovranno essere monitorate con grande attenzione dai neo commissari: l’area Pip, sulla quale indaga la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, e il cimitero di via Vallesana, dove si attende il via libera per il completamento dei lavori e la consegna di centinaia di nuovi loculi.

Il Mattino

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