SEXCETERA. IL CATTIVO RAPPORTO CON IL CIBO: ASPETTI GINECOLOGICI E SESSUALI

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Anoressia e bulimia rappresentano i due poli estremi e contrapposti di un gruppo di disturbi del comportamento che va dall’estremo rifiuto a una smodata e tormentata passione per il cibo.

In realtà si tratta di un disturbo nella capacità di autoregolarsi e controllare le proprie emozioni che include diverse manifestazioni cliniche che vanno dal narcisistico rigore onnipotente al volontario lassismo impotente.

Il rapporto distorto che questi soggetti hanno con il cibo, indubbiamente motivato da un’eccessiva preoccupazione per la forma fisica e un’alterata percezione dell’immagine corporea, è strettamente correlato con la bassa autostima e il disagio emotivo.

La persona affetta da bulimia nervosa è priva di autocontrollo e si rimpinza di cibo fino all’inverosimile, per poi eliminarlo attraverso il vomito, lassativi o attività fisica convulsa.

Invece, nell’anoressia nervosa, c’è un eccesso di autocontrollo che induce al rifiuto del cibo fino a raggiungere livelli estremi di magrezza.

Tra questi due disturbi, ve ne sono tanti altri più lievi, che oscillano dall’una all’altra forma.

Queste malattie, sempre più frequenti nel nostro millennio, possono colpire entrambi i sessi, anche se c’è una netta predilezione per il sesso femminile. Sono, pertanto, più a rischio le donne tra dodici e venticinque anni e la bulimia è la forma più frequente.

Certamente, incide molto la pressione sociale che, però, influenza particolarmente i soggetti più vulnerabili che, paradossalmente, trovano nel disturbo alimentare una soluzione, estrema e disfunzionale, ai loro intimi malesseri e profonde sofferenze.

Nelle anoressiche, di solito, spicca l’estrema magrezza, mentre la bulimica non sempre è sottopeso, anzi spesso è in leggero sovrappeso.

In adolescenza, inoltre, è difficile parlare di magrezza patologica, perché bisogna considerare le fisiologiche variazioni dovute all’età, al sesso e allo stadio puberale.

In ogni caso, questi soggetti non accettano di avere una malattia, sono convinti di potercela fare da soli e rifiutano qualsiasi aiuto.

Talora, l’unico medico che accettano di consultare è il ginecologo, giacché le frequenti alterazioni mestruali rappresentano il solo motivo di preoccupazione.

Infatti, tipico contrassegno dell’anoressia conclamata è la perdita del flusso mestruale (amenorrea) per almeno tre cicli consecutivi.  

Questo perché, un adeguato funzionamento del sistema riproduttivo richiede almeno un peso corporeo minimo rispetto all’altezza.

Negli adolescenti può esserci un rallentamento dello sviluppo puberale: dal mancato sviluppo del seno e atrofia vulvovaginale nella ragazza, all’arresto della crescita e mancata comparsa dei segni di sviluppo sessuale nel ragazzo.

Nell’età fertile, un marcato disturbo del comportamento alimentare può determinare una perdita della capacità riproduttiva. L’infertilità dipende dalla carenza di vitamine, sali minerali e proteine, tra cui la leptina, prodotta dal tessuto adiposo. Pertanto, se si riduce la massa grassa corporea, si riduce anche la leptina, che ha un ruolo fondamentale nel controllo dell’ovulazione e della fertilità.

Gli esiti letali di questa malattia, sono principalmente conseguenti allo squilibrio elettrolitico che comporta gravi complicazioni organiche e psichiatriche. Oltre a ciò, purtroppo, l’anoressia è indicata come la patologia psichiatrica a più alto rischio di suicidio.

Le conseguenze a lungo termine, sono legate all’aumento rischio di cardiopatia, di menopausa precoce e di osteoporosi. Anche i denti, col tempo, si rovinano sia per la mancanza di nutrienti sia per l’osteoporosi, che danneggia la struttura ossea di sostegno.

Alla magrezza si associa un insieme di atteggiamenti negativi verso il cibo: difficoltà ad accettare la propria immagine, immotivata paura d’ingrassare, maniacale “ritualita” a tavola, con minuziose pratiche di spezzettamento e selezione del cibo nel piatto.

Purtroppo, i disturbi del comportamento alimentare rappresentano un problema di salute fisica così serio da offuscare la complessa sofferenza emotiva e affettiva che ne è all’origine: persone fragili, con poca autostima e difficoltà a esprimere le proprie emozioni.

I due fondamentali bisogni che la vita richiede siano appagati, restituendo piacere e gratificazione, sono il cibo e la sessualità.

Quando questa gratificazione non arriva per problemi familiari, traumi emotivi, maltrattamenti, abusi sessuali o esperienze sentimentali negative, la frustrazione che ne deriva può scatenare comportamenti di estremo rifiuto o vana ricerca.

Infatti, è la via del piacere e della soddisfazione dei bisogni, quella che gli anoressici si precludono e verso cui i bulimici si dirigono in maniera morbosa e distruttiva.

Nell’anoressico, alla negazione del cibo si associa la negazione del piacere sessuale.

Se il disturbo è lieve, la sessualità trova ancora spazio, anche se sono frequenti il calo del desiderio e il disturbo dell’orgasmo ma nell’anoressia grave non c’è più spazio per il sesso, sia per motivi fisici, di salute, sia per motivi psichici, di rifiuto.

Gli attacchi incoercibili di fame del soggetto bulimico invece, rappresentano inutili tentativi di compensare quell’angoscia emotiva che la persona non riesce ad affrontare.

Anche nella bulimia, la sessualità è tanto esasperata quanto insoddisfacente.

Queste donne ricercano il sesso in maniera frenetica, di solito attraverso rapporti occasionali. Esse si rimpinzano di cibo e sesso, non provando piacere e appagamento né con l’uno né con l’altro.

È necessario uno sforzo maggiore per aumentare la consapevolezza nell’opinione pubblica sulla natura di questa malattia che può comportare emergenze mediche talora dall’esito fatale e danni a lungo termine sulla salute fisica, emotiva, affettiva e sessuale.

I pediatri e i medici di famiglia hanno un ruolo prezioso nell’individuare e indirizzare precocemente queste persone in centri con equipe multidisciplinari integrate, adatte ad attivare percorsi idonei a invertire questa complessa e drammatica catena di eventi.

Maria Rossetti

 

 

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