Napoli, sinistra all’attacco: scricchiola la poltrona di Del Giudice?

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Domani «Sinistra in Comune» torna a incontrare il sindaco Luigi de Magistris, nella sostanza il capo del movimento DemA e il segretario politico dello stesso movimento, il fratello Claudio. Un bis a distanza di pochi giorni dal primo incontro necessario perché mancava al tavolo il capo di gabinetto Attilio Auricchio, nume tutelare dell’ex pm, un po’ meno del fratello Claudio dopo l’infornata di dirigenti del 30 dicembre. Il punto di partenza resta la richiesta fatta da capogruppo Mario Coppeto: «Condividere i processi politici» ovvero «Dopo la nomina della giunta della città Metropolitana, che vede una modalità ed una composizione difforme dalla metodologia politica seguita lo scorso luglio per la composizione della giunta comunale, spostando visibilmente l’asse politico della maggioranza del Sindaco de Magistris verso il centro, diventa utile in queste ore fare qualche riflessione».

Fuori dal politichese, in questo caso anche abbastanza chiaro, cosa è successo di nuovo? Alla Città metropolitana il ruolo di vicesindaco era di Elena Coccia di «Sinistra in Comune» oggi lo occupa David Lebro, un moderato del gruppo «La Città». Un fatto serio per la Sinistra che chiede un riequilibrio. Come si ottiene? Il ragionamento politico – e giova sottolineare che si tratta di ragionamento – che sottende la richiesta è semplice: il riequilibrio a sinistra si ottiene con un vicesindaco al Comune di colore rosso sgargiante e non arancione, nel senso non di stretta osservanza e di scelta demagistrisiana. A Palazzo San Giacomo quella poltrona è invece saldamente incollata a Raffaele Del Giudice, figura tecnica che si occupa tra le altre cose di rifiuti (e la città attende con fiducia) al sesto anni dell’era de Magistris finalmente il piano degli impianti compostaggio accompagnato anche da un progetto concreto. Un tecnico – Del Giudice – che non ha ambizioni politiche se non quella di contribuire alla crescita di DemA. In questo senso è ortodosso e osservante. Prima di Del Giudice – giusto ricordarlo – c’era invece Tommaso Sodano, della Sinistra, con una caratterizzazione molto spiccata, fu sindaco facente funzione quando l’ex pm venne sospeso per la vicenda della legge Severino, e la sua voce si sentiva forte e chiara e anche con una certa autonomia in quei giorni. Fu quello una specie di canto del cigno perché poi Sodano lasciò la giunta anche perché coinvolto in una inchiesta giudiziaria, ma soprattutto perché politicamente in dissenso sull’accorpamento di alcune aziende partecipate tra le quali ci doveva essere anche Asìa. Insomma, il contesto politico del vertice di domani è tutto tranne che tranquillo e sereno, diciamo che è molto dialettico. Si parlerà e si continuerà a parlare di cambi in giunta.

De Magistris vorrebbe fare al massimo due aggiustamenti in funzione del riequilibrio di genere, serve una donna. In questo modo spera di rendere neutri i cambi, ovvero «figli di una necessità» tecnica e non politica.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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