Rc auto, M5S a Bruxelles denuncia il Governo italiano colluso con le lobby

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Il senatore Puglia, l’europarlamentare Adinolfi, il consigliere regionale Malerba e il dirigente di Mo Bast Barbarino: “Violati i diritti dei consumatori e il principio di non discriminazione territoriale garantiti dalla Carta dei Diritti UE”

Il vicepresidente della Camera Di Maio: “In Italia le compagnie finanziano le campagne elettorali”

“Essere a Bruxelles oggi è il risultato di una battaglia cominciata sette anni fa su impulso di un gruppo di cittadini che hanno creduto nella speranza di poter mettere fine a una delle tante distorsioni del sistema Italia, praticato attraverso la Rc auto, uno strumento di discriminazione territoriale e di palese violazione dei diritti fondamentali dei consumatori”. E’ quanto dichiarato dalla europarlamentare Isabella Adinolfi, dal senatore Sergio Puglia, dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, dal consigliere della Regione Campania, Tommaso Malerba, esponenti del  Movimento 5 Stelle, e dal dirigente dell’associazione Mo’ Bast! Roberto Barbarino aprendo una conferenza stampa nella sede del Parlamento Europeo, accompagnati da un gruppo di attivisti che in questi anni si sono battuti e hanno raccolto firme a favore di una norma sulla  Rc auto equa. Nel corso della conferenza è stato illustrato il contenuto di un’interrogazione e di una denuncia alla Commissione europea contro il Governo italiano, “reo – hanno sottolineato i relatori – di aver avallato un sistema in cui a fare il bello e cattivo tempo sulle tasche dei cittadini del Sud sono le compagnie italiane”.

Il senatore Puglia – firmatario di una denuncia alla Commissione europea contro il Governo per violazione dei diritti dei consumatori (art. 18, Carta dei diritti Ue) e delle norme che regolano il principio di non discriminazione territoriale (art. 21, Carta dei diritti Ue) – ha ricordato che la norma sulla Rc auto Equa, che garantisce la tariffa più bassa per gli automobilisti virtuosi e contenuta nell’articolo 7 del ddl concorrenza, è ora all’esame del Senato “dove ci sono politici, in particolare del Pd, che invece di ascoltare i cittadini, seguono le direttive impartite dalle lobby assicurative. Un voto a questi signori – sottolinea Puglia – è per i cittadini un voto perso. Significa portare avanti l’idea dei loro finanziatori occulti, come le grandi compagnie assicurative”.

“Le compagnie fanno cartello e finanziano le campagne elettorali, per questo non c’è interesse della politica a creare tariffe eque”, ha dichiarato Luigi Di Maio, nel corso di un videomessaggio”. “Le Rc auto nelle province di Napoli e Caserta, ma anche in altri territori, hanno un trattamento non giustificato per i costi che essa prevede, e non è stato ancora possibile frenare questo fenomeno è perché in Iialia il rapporto tra lobby e politica non è assolutamente normato”.

La deputata europea Adinolfi ha depositato un’interrogazione nella quale ha chiesto alla Commissione europea se ritiene che “la discriminazione territoriale da parte della compagnie costituisca una lesione dell’interesse dei consumatori a norma dell’art. 169 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea), nonché una violazione delle regole della concorrenza ai sensi dell’articolo 101 TFUE.

“Ci batteremo finché non venga riconosciuta ai cittadini questa battaglia di equità e il virtuoso della Campania sia considerato alla stregua del virtuoso della Val d’Aosta”, ha affermato Tommaso Malerba, che ha ricordato “l’impegno di cittadini, associazioni e attori sociali portatori di un interesse oggettivo, ovvero mettere la parola fine alla sperequazione praticata attraverso la Rc auto equa”.

Roberto Barbarino ha sottolineato che, a differenza di altri paesi europei, “dove sulla Rc auto le compagnie sono in perdita in quanto il loro guadagno è su altri prodotti, in Italia le compagnie hanno registrato 6 miliardi di utili negli ultimi tre anni”. Barbarino ha inoltre smentito l’equazione secondo la quale il costo Rc auto sale anche a causa dell’elevato il numero di truffe.  “Su 2 milioni e 200mila sinistri, sono 436mila gli incidenti finiti sotto osservazione. Di questi, appena 7mila sono risultate le truffe che allo stato sono ancora presunte”.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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