L’arresto dei Nuvoletta e Passaro, ecco cosa dicevano al gestore dell’azienda bufalina di Pignataro Maggiore. “Fai quel lavoro altrimenti ci pigliamo collera”

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Angelo Nuvoletta, 57 anni, figlio del defunto Lorenzo morto nel lontano 1994. Assieme a lui sono finiti in carcere i suoi due figli, Lorenzo ed Eduardo, di 28 e 34 anni, e una quarta persona, Biagio Passaro, alias ‘o Chiatt, che in pratica fungeva da loro guardaspalle.
I quattro devono rispondere dei reati di violenza privata ed estorsione aggravata dalle finalità mafiose. I fatti si riferiscono al periodo che va da settembre del 2015 al febbraio di quest’anno. I Nuvoletta e Passaro, in più di un’occasione, si sarebbero recati a Pignataro Maggiore, dove sono ubicati i terreni sequestrati allo storico clan di Marano e su cui opera un’azienda del settore bufalino. Attraverso una serie di atti intimidatori, avevano di fatto condizionato l’andamento dell’azienda, gestita da qualche anno da Valerio Natale, intimandogli di eseguire alcune prestazioni. Tra queste, la pulizia degli argini dei terreni confinanti all’azienda, non di proprietà di Natale, e la fornitura di gasolio agricolo per l’autovettura di Angelo Nuvoletta.
A nulla erano serviti i tentativi del titolare dell’azienda, che aveva esortato i Nuvoletta a non recarsi più nell’azienda, “per evitare – si legge nell’ordinanza sottoscritta dal gip Egle Pilla – di avere problemi con le forze dell’ordine”. Quei terreni e quei beni, fino a pochi mesi prima, erano appartenuti a Giovanni Nuvoletta, fratello di Angelo, arrestato nel 2015 nell’ambito di un’inchiesta che portò al sequestro di numerosi beni tra Marano, Pignataro Maggiore e Milano.
“Da adesso a 15 giorni facci il lavoro che ti abbiamo chiesto altrimenti ci pigliamo collera – si legge ancora in altri passaggi dell’ordinanza. E ancora, sempre con riferimento alle parole di Angelo: “I carabinieri? Falli venire, se vengono me lo sugano..”, queste alcune delle frasi pronunciate da Angelo Nuvoletta e che hanno indotto Natale a sporgere denuncia.
In altri passaggi dell’ordinanza, con riferimento invece alle parole dei figli di Angelo, si legge: “Perché ci neghi il gasolio? Tanto ce lo prendiamo lo stesso. Abbiamo rotto il catenaccio e ce lo siamo presi. Questa è roba nostra. Se non ti comporti beni ti porto all’Agenzia delle entrate e ti faccio disdire il contratto d’affitto”.
© Copyright 2016 Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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